mercoledì 23 gennaio 2019

Storia di Vera scritta e illustrata da Gabriele Clima insieme ad altri 9 libri per parlare di Shoah


Ieri a Librotropoliss abbiamo letto “La storia di Vera” scritta e illustrata da Gabriele Clima e pubblicata da Edizioni San Paolo. 

Tre sorelle, Vera, Anna e Sara,  vengono portate in un campo di concentramento, le ragazze sono in compagnia della madre ed ascoltano i discorsi degli adulti: sono li perché qualcuno pensa che siano diverse. Cosa vuol dire essere diversi? Eppure ognuno è diverso da un altro ma allo stesso tempo si è tutti esseri umani. Le ragazze non capiscono ma il fatto di essere insieme dà forza ad ognuna di loro.

Nel campo c’è qualcuno che le reputa fortunate, sono arrivate da poco e la guerra dura ormai da tanto tempo perciò la speranza che presto avrà una fine aleggia nell’aria, sussurrata, appena accennata.

Le giornate sono gelide e fredde ed è proprio per questo che Anna si ammala. Vera chiede aiuto ai soldati, vorrebbe solo una coperta per la sorella ma viene derisa ed è proprio la mancanza di cure che porta la ragazza alla morte solo tre giorni dopo.



E’ stato il vento ad accogliere il convoglio che aveva portato le sorelle nel campo di concentramento, è il vento a raccogliere l’anima di Anna, il vento a riportare alla memoria di Vera le parole della sorella: “hai un cuore grande”. 

Ed è proprio pensando a queste parole che Vera ogni notte sogna di dare un pezzo del suo cuore ai soldati, a quei soldati dal cuore freddo, o forse inesistente, un cuore che scalda, che scioglie il gelo, un cuore che più viene donato più cresce, sempre più grande!

Questa immagine riempie i piccoli lettori di speranza... che bello sarebbe se si potesse davvero regalare un pezzo di cuore a chi non lo ha più!

Un giorno però il vento smise di soffiare, forse fu Anna a dirglielo, tutti si riversarono nel campo e videro arrivare una fila di camion verdi da cui scesero dei soldati, degli angeli come li chiama Gabriele Clima, con una stella rossa sul cappello.



Degli angeli che finalmente tolsero le recinzioni di filo spinato e fecero salire tutti sui camion.  Finalmente su quel campo tornarono a sbocciare i fiori!

Un libro toccante e poetico che è rimasto nel cuore dei bambini, tanto che una bambina voleva portarsi a casa il libro per rileggerlo in solitudine. 

Ci siamo soffermati a pensare al razzismo, alla Shoah, a tutte le persone che non ci sono più e che sono state vittime di questa follia. 

Mi sono chiesta, senza dirlo ai miei piccoli amici, se il periodo storico che stiamo vivendo ora sia tanto diverso da allora, forse cambia la forma ma non la sostanza e allora leggiamo ai nostri ragazzi libri come questo, che ci facciano ricordare, che non ci facciano dimenticare, che ci trasmettano la voglia di donare un pezzo del nostro cuore a chi forse lo ha perso, a chi ha il cuore freddo, a chi pensa che la diversità sia qualcosa da distruggere e combattere. 

Vi lascio qui di seguito altri libri stupendi per parlare sempre, in tutti i mesi dell’anno, di Shoah.

Bruno di Nadia Terranova e Ofra Amit

Fuorigioco di Fabrizio Silei e Maurizio A. C Quarello

Il ciliegio di Isaac di Lorenza Farina e Anna Pedron

Il violino di Auschwitz di Anna Lavatelli e Cinzia Ghigliano

Il volo di Sara di Lorenza Farina e Sonia Maria Luce Possentini (ne parlo anche qui)

La casa che guarda il cielo di Lorenza Farina e Marcella Brancaforte

La città che sussurrò di Jennifer Elvgren e Fabio Santomauro

La portinaia Apollonia di Lia Levi e Emanuela Orciari

Rosa Bianca di Roberto Innocenti


Leggeteli a casa, in classe, nei gruppi di lettura, in biblioteca, ovunque ci sia anche un solo bambino. Oggi ne abbiamo bisogno più che mai, perché ricordare, non dimenticare, vuol dire anche impedire che la storia si ripeta!

Buone letture!

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