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lunedì 18 giugno 2018

Kiboko tra le onde di Ilaria Cislaghi e Alessandro Razzini


Sono iniziate le vacanze, perciò oggi vi parliamo di un libro veramente estivo perché lo potete trovare sulle spiagge italiane, da leggere ai bambini sotto l'ombrellone ma non solo.

"Kiboko tra le onde" è un bellissimo libro scritto da Ilaria Cislaghi, illustrato da Alessandro Razzini e pubblicato da Touba Culturale Italy che narra la storia del giovane ippopotamo Kiboko preso in giro da due bulli, due bufali per la precisione, mentre sta facendo il bagno. 




Kiboko scappa via in lacrime e decide di non uscire più di casa. Il giovane ippopotamo ama il mare, le onde, sogna di poterle domare ma per realizzare il suo sogno deve prendere coraggio e uscire finalmente di casa.

L'occasione si presenta quando viene indetto il concorso African Best Surfer e sarà proprio qui che Kiboko, con l'aiuto di due tavole da surf donategli da Picchio lo Shaper, dimostrerà le sue capacità.

Un bellissimo libro per parlare di bullismo ai nostri figli ma anche per infondergli una bella dose di autostima là dove ce ne fosse bisogno.

Ora vi lascio al video di Null




Buona visione e buona lettura a tutti!






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domenica 10 giugno 2018

Il bilinguismo in età infantile



Quanto è importante, quindi, essere bilingue (cioè parlare due lingue) o multilingue? La risposta è molto semplice. Siamo, ormai, nell'era della comunicazione di massa, senza confini e multiculturale e parlare una sola lingua è un chiaro limite. In un’epoca come quella attuale, infatti, limitarsi alla conoscenza di una sola lingua è ormai obsoleto. La società è in continuo cambiamento e molti genitori, pensando al futuro dei propri figli, intraprendono la strada del bilinguismo. Il bilinguismo rappresenta per i bambini una grande ricchezza culturale: un bambino bilingue, infatti, è in grado di confrontarsi con due lingue e due culture diverse. Il bilinguismo, la capacità quindi di padroneggiare due lingue allo stesso modo, è un investimento sul futuro dei propri figli, che avranno maggiori possibilità ed opportunità nel mondo del lavoro. Il bilinguismo consente ai bambini di acquisire un livello di competenza in entrambe le lingue pari a quello raggiunto da un bambino monolingue, che parla cioè esclusivamente la propria lingua madre. Per raggiungere tale scopo, però, è molto importante che l’apprendimento delle due lingue avvenga già dalla prima infanzia, per far sì che diventi un processo naturale e privo di sforzo. 


I vantaggi del bilinguismo 
I bambini, a differenza degli adulti, sono in grado di assorbire ed apprendere senza sforzo due diversi registri linguistici, senza che questi entrino in concorrenza fra loro: non è importante, infatti, che imparino prima una lingua e poi l'altra, ma è importante che vi si approccino contemporaneamente già dai primi anni di vita. Lo sviluppo in contemporanea di due canali linguistici garantisce ai bambini maggiore flessibilità. Occorre adeguarsi ai tempi: la società di oggi è una società multietnica e multiculturale e la conoscenza di una sola lingua, la propria lingua madre, non è più sufficiente. Il bilinguismo consente al bambino di essere aperto alle nuove culture e di avere una predisposizione maggiore, quindi, alla conoscenza e al confronto. I bambini bilingue, inoltre, avranno maggiori possibilità in futuro di avere maggiori sbocchi lavorativi. Riassumendo, quindi, riuscire a padroneggiare almeno una seconda lingua consente ai bambini non solo di intrattenere rapporti interculturali, ma anche di trovare lavoro più facilmente o di poter viaggiare e comunicare con maggiore facilità rispetto ad un bambino monolingue. 

Come stimolare il bilinguismo nei bambini
L’apprendimento di una seconda lingua deve avvenire in modo del tutto spontaneo per un bambino: per questo motivo il bilinguismo va stimolato fin dai primi anni di vita, perché prima si metterà il bambino in contatto con entrambe le lingue, prima imparerà a sentirle ed utilizzarle entrambe come proprie. Il programma ministeriale delle scuole italiane, purtroppo, non è strutturato per uno studio approfondito della lingua straniera: il programma formativo italiano, infatti, prevede soltanto tre o quattro ore settimanali dedicate allo studio della seconda lingua, che non sono sufficienti per riuscire a rendere uno studente bilingue. Per stimolare nei bambini l’apprendimento naturale di una seconda lingua ed agevolare il loro bilinguismo, esistono le scuole bilingue, nate proprio sulla spinta di questa sempre più crescente esigenza. Una scuola bilingue, a differenza della scuola internazionale per esempio, non prevede alcuno sradicamento della cultura italiana, bensì sviluppa il proprio piano curriculare in due lingue parallelamente, generalmente italiano ed inglese. In questo modo i bambini, studiando le materie scolastiche in entrambe le lingue, saranno in grado di padroneggiarle allo stesso modo e di poterne fare un utilizzo simultaneo. Naturalmente, come detto precedentemente, per favorire il bilinguismo è importante che il bambino vi si approcci fin dai primi anni di vita: per questo motivo una soluzione efficace potrebbe essere quella di iscrivere i propri figli ad una scuola materna bilingue e proseguire, poi, con la scuola primaria bilingue e la scuola secondaria. Esistono diversi istituti in tutta Italia e Liberi d’insegnare ne ha selezionati alcuni suddivisi per città.


Post in collaborazione con Liberi d'insegnare
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venerdì 8 giugno 2018

Sai fischiare Johanna? di Ulf Stark raccontato da Null


Comprai questo libro nel dicembre 2017, era appena uscito per Iperborea e lo divorai in una sera,  non riuscivo ad uscire da questa storia tenera, profonda, di due esseri umani che colmavano le proprie solitudini l'un l'altro. 

Berra è un bambino, un bambino a cui manca il nonno. Quando Ulf il suo migliore amico gli parla del nonno, Berra si mostra curioso, forse un po' geloso, perché lui un nonno proprio non  ce l'ha, non ha idea di come sia un nonno. Come sono i nonni? Cosa ci fai?


"Vorrei avere anch’io un nonno", mormora. "Cosa fanno i nonni, tipo?" 
"Vediamo", rispondo. "Ti offrono il caffè. E poi mangiano i piedini di maiale." 
"Stai scherzando, vero?" dice Berra. 
"No no, è la verità", ribatto. "Piedini di maiale in gelatina. E qualche volta ti portano a pescare sul lago."

E poi che altro fa il nonno di Ulf? Beh gli dà la paghetta! Insomma ad ascoltare i racconti dell'amico  a Berra viene proprio voglia di avere un nonno, ma dove trovarlo?

Ed ecco che Ulf porta Berra in una casa di riposo, dove di nonni ce ne sono tantissimi, incontrano Nils un nonno con qualche problema di cuore e di memoria, che in qualche modo assomiglia a Berra...infatti entrambi hanno un cerotto sul viso. 

Stark ci trasporta in una storia in cui Nils, solo al mondo, diventa finalmente un nonno, con un nipote che lo va a trovare, con cui festeggiare un compleanno, qualcuno a cui dare la paghetta e a cui insegnare a fischiare.  Berra ha finalmente il nonno, tanto sognato, con cui raccogliere ciliegie, sentirsi coccolato, con cui condividere momenti importanti. Entrambi colmano una mancanza e la solitudine dell'altro, in un dolcissimo gioco di ruoli, in cui nonni e nipoti sicuramente potranno riconoscersi.

Quando finii di leggere questo libro mi pervase una gran malinconia, forse la lacrimuccia alla fine del libro è quasi d'obbligo, non solo per il finale un po' triste ma perché ti affezioni ai suoi personaggi, che ti fanno sorridere, intenerire, emozionare. 

Ne comprai una seconda copia e lo regalai alla classe di mio figlio, perché credo che regalando questo libro ad un giovane lettore si regali una grandissima lettura.

Mio figlio lo ha letto pochi giorni fa ed in questo video ve lo racconta a modo suo, come al solito.




Sai fischiare Johanna? è un libro illustrato, breve, ma pieno di tante cose importanti, come l'amicizia, la solitudine, la vecchiaia, la vita che finisce, il rapporto nonno-nipote. Quando lo finisci ti sembra di aver letto molto, molto di più e forse è proprio così...

Sai fischiare Johanna? di Ulf Stark, con le illustrazioni di Olof Landstrom e pubblicato da Iperborea ha vinto il Premio Andersen 2018. come come miglior libro 9-12 anni.

Buona visione e buona lettura a tutti! 

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