lunedì 13 ottobre 2014

Bulli, bulletti e bullismo



Pochi giorni fa a Napoli, Vincenzo un ragazzino di 14 anni, è stato seviziato da un 24enne con una pistola ad aria compressa. 

Ogni volta che sento queste cose sono schifata (ed è dire poco) perché credo che sia sempre troppo facile prendersela con i più deboli, facile fare la parte del "duro" o "del forte" della situazione quando la vittima per età, problemi di salute o anche solo stazza fisica è più debole di te. 

Non è da fighi è da codardi, da vigliacchi! 


Ora, al di là della rabbia, il disgusto, lo schifo o quant'altri sentimenti possano venir fuori da vicende di questo tipo  gli aspetti di questa vicenda sono essenzialmente due: il 24enne ha preso di mira il ragazzino perché obeso o almeno questa è la motivazione ufficiale, il 24enne e i suoi genitori dicono che era un gioco, che non si rendeva conto di ciò che faceva. 

Ci sarebbe da chiedersi com'è possibile che uno non si renda conto di ciò che sta facendo (e non me lo chiedo perché non ci credo) ma la cosa più assurda è che la madre lo difenda. Cosa c'è da difendere davanti all'evidenza? Su quali specchi si arrampicano alcune madri? Non vuoi ammettere di aver sbagliato a crescere tuo figlio? Perfetto, taci! Non dire nulla, non dire che non si rendeva conto o castronerie di questo tipo. Taci, fai più bella figura e come madre scusati! 

Ne volete sentire un'altra assurda? Ora mi scosto un attimo da questa vicenda per raccontarvene un'altra: mercoledì scorso accompagno il Gremlins alla scuola calcio e come faccio solitamente mi fermo a parlare con le altre mamme. 

Parlando con una mamma mi racconta che in prima elementare e sottolineo prima elementare, i compagni di classe di suo figlio buttavano i banchi per la classe, rompevano gli astucci degli altri, divertendosi a lanciare le forbici, suo figlio si è nascosto sotto il banco.

Ora che ha appena iniziato la seconda elementare l'ambiente non è mutato, anzi, forse peggiorato e lei, giustamente aggiungo io, vuole fargli cambiare sezione o in alternativa scuola.

Mentre prima parlavamo di un giovane di 24 anni qui parliamo di bambini di 6-7 anni perciò la domanda sorge spontanea: ma questi genitori dove sono? Bulli si nasce? Perché ammesso e non concesso che bulli si nasca, i genitori hanno il dovere, non il diritto o il piacere o quando ne hanno voglia, ma il dovere di educarli. Cara mamma non è una scelta, è un dovere che hai! 

Eppure non è la prima volta che sento fatti che hanno come protagonisti bambini di prima elementare, anni fa mi raccontarono che delle bambine che avevano fatto gruppo prendevano in giro ogni giorno un'altra bambina perché non aveva le loro stesse possibilità economiche perciò la schernivano sulla cartella, l'astuccio, l'abbigliamento etc. 

Queste mamme ci parlano con i loro figli? No, perché non è che ci vorrebbe poi molto insegnare cosa è giusto o cosa è sbagliato e punire quando ci vuole. Non ci vorrebbe poi molto ad inculcare in quelle testoline che non si prendono in giro gli altri, che non ci si comporta da prepotenti. Non è che i figli vanno educati da quando fanno il loro ingresso nella scuola primaria, i figli vanno educati, giorno dopo giorno, da quando nascono. 

Se io a 6/7 anni avessi lanciato solo una gomma da una parte all'altra della classe non solo mi avrebbero messo una bella nota ma i miei genitori mi avrebbero dato un castigo tale che non me lo sarei più dimenticata...infatti non mi è mai balenata l'idea di buttare le forbici per la classe, rischiando che a qualche mio compagno arrivasse in un occhio! 

Non me lo sono mai sognata per l'educazione ricevuta, ma se anche mi fosse venuto in mente in un momento di follia, i miei mi avrebbero fatto cambiare idea subito.  I tempi sono cambiati?

Bene! Io sono una mamma di un Gremlins di 5 anni e mezzo, una mamma moderna di quelle che parlano tanto, spiegano altrettanto, giocano con suo figlio ma che quando il bambino sbaglia punisce senza mezze misure. 

Giuro che anche a me fa tenerezza mio figlio, giuro che anche io preferirei non punire, ho pazienza eterna e non lo tratto da soldatino mio figlio è un bambino libero, libero di sporcarsi, libero di avere i suoi pensieri e le sue ragioni (che ascolto immancabilmente) ma ci sono cose inaccettabili, frasi, comportamenti, anche in un bambino di 5 anni e mezzo, che vanno puniti.

Invece ci ritroviamo in una società dove i genitori non sono in grado di educare i loro figli e dove i piccoli bulli crescono (perché tanto non si rendono conto di ciò che fanno) per poi ritrovarci a sentire nei telegiornali storie come quella del piccolo Vincenzo. 

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