martedì 22 ottobre 2013

Educazione e punizioni

In questi giorni sono stata un po' presa e sono mancata un po' dal blog, però ieri sera mi è capitato di leggere questa notizia dove un padre viene condannato a un mese per aver dato uno schiaffo al figlio di 6 anni perché non voleva fare i compiti. Condannato ad un mese,  per abuso dei mezzi di correzione. La pena è sospesa ok però la sentenza non cambia.

Ora io non sono assolutamente a favore delle punizioni corporali in generale, perché ho sempre pensato e continuo a pensare che non servano a nulla, sono invece totalmente favorevole ai classici castighi che, onestamente, penso siano molti più efficaci soprattutto quando tocchiamo qualcosa a cui i nostri figli tengono moltissimo: che sia la festa a cui vogliono partecipare, il gioco o videogioco, la televisione, insomma qualsiasi cosa a cui tengano davvero tanto.

Dall'altra parte però non ho mai demonizzato i genitori, magari più impulsivi e meno pazienti, a cui una volta scappa lo scappellotto o lo schiaffo... logicamente non deve essere un'abitudine, ne il modo in cui normalmente vengono educati i bambini però dai, siamo umani e siamo onesti: a volte può anche succedere. 

Ci sono volte in cui stare calmi e controllati richiede davvero tutto il nostro self-control, e lo dico soprattutto perché odiando "alzare le mani" mi è successo di ignorare completamente il bambino per evitare di perdere la pazienza.

Quello che mi lascia del tutto basita è che, se è vero che da una parte la violenza, in tutte le sue forme e su ogni essere vivente, è da condannare non si può nemmeno cadere nell'eccesso opposto e condannare un padre per uno schiaffo. 

E' logico che bisognerebbe sempre sapere tutto e possibilmente avere le notizie dalle persone coinvolte, però non può nemmeno passare il messaggio che se un genitore tira uno scappellotto al proprio figlio viene condannato per un mese... da una parte ormai la legge ti dice come educare tuo figlio, peccato che poi i figli siano tutti diversi, anche all'interno della stessa famiglia, dall'altro però se si comportano male ne sei ovviamente responsabile tu genitore ma hai le mani legate.

Quando io ero piccola, perciò parlo degli anni 70-80 nessuno si sarebbe mai sognato di condannare un genitore per uno schiaffo, va bene tutto ma non stiamo parlando di botte, ne di angherie di alcun genere, bisogna anche contestualizzare la cosa e prenderla per quello che è... uno schiaffo! 

Nessun figlio morirà se nella vita prende uno schiaffo ma fossero anche 4 o 5 in tutta la vita non è niente di così grave da condannare una persona, anche se ripeto io preferisco altri generi di punizioni.  

Non sono certa però che a furia di condannare genitori e renderli totalmente impotenti davanti ai propri figli, spodestandoli di ogni autorità e rispetto nei loro confronti, cresceremo mai una generazione sana... c'è solo il rischio di crescere una generazione viziata, a cui tutto è dovuto e che tutto pretende senza mai dare in cambio nulla, senza mai impegnarsi, senza mai guadagnarsi niente!

Ci sono persone in Italia davvero da condannare per cose molto più serie di uno schiaffo, anche nei confronti dei nostri bambini e dei nostri figli e se proprio lo Stato decide di spendere i nostri soldi in cause e processi sarei molto più felice che li usasse per condannare (e magari mettere in galera e farceli rimanere) i pedofili, per condannare chi usa ancora i bambini per mendicare, per condannare le maestre e i preti che maltrattano i nostri figli... queste per me, mamma, sono cose serie. Mah! D'altronde siamo in Italia!

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