lunedì 14 ottobre 2013

C'era una volta...l'educazione!


Buon inizio settimana a tutti, eh sì proprio per iniziare la settimana inizierò con un post sull’educazione, perché leggendo qua e là sul web sembra che noi genitori d’oggi non sappiamo più educare i nostri bambini.

La critica che ci viene fatta più spesso è che non abbiamo polso perché “corrompiamo” i nostri figli, elemosiniamo  il loro consenso, non sappiamo da che parte iniziare e alla fine cresciamo dei  figli viziati, presuntuosi, maleducati e chi più ne ha più ne metta.

Premetto che invece conosco un sacco di mamme, ma davvero un sacco, che con i loro figli ci fanno i conti tutti i giorni, che li educano, li sgridano e li puniscono con decisione perché credono nell’educazione e hanno dei principi e delle idee che vogliono trasmettere ai loro figli. 

E’ pur vero però che al giorno d’oggi c’è un buon numero di mamme che non sa nemmeno come educare i propri figli, sembrano in balia degli eventi e ancor più della televisione. Iniziano ad educare i figli con l’entrata nella scuola dell’obbligo e 99 su 100 hanno il pallino dell’”educativo”.

A volte si è davvero così fissati con “l’educativo” tanto che pochi giorni fa mi sono soffermata su un post che girava su Facebook dove una mamma chiedeva se Peppa Pig era educativo: scusatemi ma sono inorridita! 

Non tanto per la domanda in sé quanto perchè mi è venuto da pensare: ma che Peppa Pig sia educativo o meno che ce ne importa? Dov’e’ andato a finire il sano divertimento, quello vero per i nostri figli? Possibile che ogni volta che debbano fare qualcosa debba per forza essere educativo? Se anche non lo fosse che problema c’è? Gli piace, si diverte punto e stop. 

Esiste ancora il puro e sano divertimento, fine a se stesso, senza che per forza bisogna imparare qualcosa. Io nella mia vita mi sono divertita un sacco, non ho solo lavorato e imparato. Certo non avevamo magari canali dedicati ai bambini come adesso ma a chi importava se Candy Candy, Goldrake, Anna dai capelli rossi etc erano educativi? 

Ci piacevano e li guardavamo e io sono di una generazione dove il rispetto era la prima cosa che ti insegnavano. Anch’io leggo libri educativi a mio figlio ma poi ci leggiamo anche i nostri fantastici Gormiti che di educativo non hanno proprio nulla ma lui ne è innamorato e va bene così. Perciò ora ci perdiamo su queste  cose per poi scoprire figli maleducati? Eh sì proprio così perchè c’è una bella differenza tra educare il proprio figlio e scegliere cos’è più educativo per lui.

Possiamo scegliere un libro che è più educativo di un altro, un gioco, ma vada anche per i cartoni animati ma quando anche i nostri figli hanno letto il libro educativo, giocato con il giocattolo educativo e visto in televisione il cartone animato educativo non abbiamo creato dei figli educati…. a quello ci dobbiamo pensare noi genitori con gli esempi di tutti i giorni, parlandoci (anche quando sono piccoli), confrontandoci con loro, dando poche regole ma ben precise in base all’età.

Chi lo ha mai detto a queste mamme che i figli si educano dai 6 anni in su? Io il puffo l’ho educato praticamente da quando l’ho partorito, giorno dopo giorno, un passo per volta e ogni giorno, a volte con fatica. Non importa se lavoriamo o no, non importa quanto tempo ci passiamo è la qualità del tempo che passiamo con lui che conta. Meglio un’ora di qualità dopo il lavoro, che sei ore di niente dove alla fine lui gioca da solo e noi ci facciamo i fatti nostri. Logico, è pesante, stressante, a volte abbiamo altre preoccupazioni, altre non abbiamo semplicemente voglia ma lo abbiamo scelto di avere figli e perciò tutte queste cose non possono essere una giustificazione sette giorni su sette.

Al giorno d’oggi tutti a guardare S.O.S. Tata come se fosse la Bibbia dell’educazione e chi lo ha detto? Al di là che anche in quel programma ci sono cose che condivido e altre che con mio figlio non farei mai (ad esempio farlo piangere disperato perché lo lascio da solo in una stanza ad un’età dove un bambino non sa gestire le frustrazioni e non ha nemmeno gli strumenti per farlo) ma in ogni caso… i bambini sono tutti diversi, le famiglie sono tutte diverse, come si può impostare un metodo educativo standard quando nessuno di noi è uguale ad un altro?

Eppure tante mamme a guardare programmi televisivi, leggere libri sull’educazione e a copiare tutto passo passo… come se non sapessero proprio cosa insegnare al proprio figlio. Io sono una mamma terribilmente imperfetta ma ho le idee molto chiare su cosa vorrei insegnare e trasmettere a mio figlio, anzi forse in questo senso sono anche fin troppo talebana,  sono le cose in cui credo, quelle che reputo giuste e spesso gliele insegno andando in giro con lui o giocandoci insieme.

Vi faccio degli esempi molto stupidi e banali: l’altro giorno stavo cercando parcheggio per portarlo all’asilo e continuavamo a girare intorno alla scuola materna in attesa di un miracolo ad un certo punto il puffo mi dice “mamma ma guarda che lì c’è un posto”, guardo e vedo il parcheggio giallo per i disabili “eh no amore mi dispiace ma qui non si può, qui possono parcheggiare solo le persone che non stanno bene, che sono in carrozzina o che hanno dei problemi gravi di salute. Lì può parcheggiare solo chi ha un tagliandino con lo stesso disegno che vedi lì per terra.” Da questa conversazione il puffo, come ogni bambino, nei giorni seguenti ha cercato di capire ed approfondire e gli ho dato tutte le spiegazioni che cercava fin quando venerdì mi ha detto “mamma guarda quello, ha parcheggiato lì ma non si può” e aveva perfettamente ragione: quella macchina non doveva stare lì, non era il suo posto! Questo è un esempio banale, l’ultimo che mi è successo col puffo  ma è abbastanza logico che se invece un genitore, per primo, perché non trova parcheggio parcheggia dove non deve, fregandosene di ogni regola e civile educazione non solo non insegnerà nulla a suo figlio ma poi non si deve lamentare se avrà un figlio maleducato.

Altro esempio stupido e banale: a casa mia sia la grande che il puffo chiedono se si possono alzare da tavola quando hanno finito e sono molto intransigente su questo. Perché stare a tavola è un momento di condivisione, dove si mangia insieme, dove si chiacchiera e anche se c’è la TV accesa non è ne sui cartoni animati ne sul telegiornale di modo che nessuno di noi abbia qualcosa di interessante da vedere, perciò si parla. Se hanno finito e non chiedono il permesso, non faccio altro che farli sedere nuovamente e aspettano non solo che tutti abbiano finito ma anche un po’ di più, fin quando non sparecchio perché la prossima volta chiederanno il permesso. Infatti hanno imparato entrambi molto velocemente, perché nessuno di loro aveva voglia di stare seduto mezz’ora solo perché non avevano chiesto prima. Educazione rigida? No, vorrei vedere se tra adulti uno va a cena con gli amici e appena finito di mangiare si alza e se ne va... quante volte verrà ancora invitato fuori ad una cena o una pizzata tra amici?

Anche quando giochiamo con loro possiamo educarli, i maschietti ad esempio sono molto più fisici e “materiali” delle femmine nei loro giochi, anche se stanno giocando come nel nostro caso con i Gormiti, c’è sempre la battaglia, la lotta etc etc. In quel contesto possiamo sempre spiegare ai nostri bambini che le femmine sono più delicate dei maschietti e che perciò con le femmine bisogna fare piano non essere irruenti, perché hanno una forza diversa. Perciò la lotta maschio e femmina si trasformerà nella lotta tra due Gormiti maschi che salvano la femmina. Un domani nostro figlio, mi rivolgo alle mamme dei maschietti in questo caso, diventerà un adolescente e un uomo e siamo noi mamme che dobbiamo insegnarli che le donne vanno rispettate e si incomincia anche da queste piccole cose. La dimostrazione è che il puffo difende sempre le femmine dai maschi e spero che continui così anche da grande.

Insomma l’educazione si insegna giorno per giorno sin da piccoli e per fortuna ci sono tante, tantissime mamme che la pensano come me e che l’educazione la insegnano ai loro figli, anche con piccole battaglie quotidiane, con fatica ma che rimangono salde ai loro ideali e per quelle mamme che invece non sanno da dove iniziare mi auguro che stasera tornino a casa, guardino in faccia i loro figli e dicano “ok ricominciamo da mamma… perché da oggi ti educo io” e vi assicuro che i vostri figli ne saranno solo felici.

2 commenti:

  1. Ciao, questa mi è piaciuta. Cioè "OK RICOMINCIAMO DA MAMMA...DA OGGI TI EDUCO IO".
    Perchè se una mamma o i genitori in generale sono già educati e civili non devono imparare nulla dagli altri, dalla televisione o dai programmi educativi. Se una persona è educata le viene da dentro cosa insegnare ai propri figli. E' questo il problema che molti non sono educati e forse non sanno nemmeno cosa vuoldire educazione. Mi ritrovo in tutto quello che tu hai scritto e magari a te sembra una stupidaggine quella del parcheggio proprio perchè per le persone civili cose normali e ti viene automatico non parcheggiare dove non è permesso. Ma se poi invece ci pensi dopo capisci che in quel momento facendo un azione che avresti fatto comunque anche se non c'era il tuo bambino, hai insegnato a tuo figlio a rispettare non solo quella regola del parcheggio ma anche a rispettare e dare la precedenza alle persone in difficoltà. Ti dò ragione anche sul fatto del divertimento. Mia figlia c'era un periodo che le piacevano i mostri, invece di spaventarsi rideva quando li vedeva in tv, conosco persone che "Oddio, le fai vedere i mostri? Ma sei pazza?" No mia figlia a 4 anni (anzi anche prima) sa che esistono persone buone e persone cattive, sa che quando ti tagli ti esce il sangue (e non il pomodoro). Le insegno a riconoscere il bene ed il male. Perchè non esistono solo persone come dici tu con figli arroganti e maleducati, ma anche persone con figli che non sanno neanche dove sono messi e cadono dalle nuvole, che per un taglietto sviene tutta la famiglia. Ciao Rosy di http://mamma-rosy.blogspot.it/

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  2. Ciao Rosy, concordo con te! Anche sul fatto della TV... anch'io mi comporto così con il puffo e conosco genitori che selezionano ancora i programmi ai figli di 17 anni, che vivono in "Alice e il paese delle meraviglie" poi un giorno si svegliano e devono avere a che fare con un mondo ben diverso! Alla fine se uno pensa che nel mondo c'è sempre il bene,,, e il male mai, poi di cosa ci si lamenta? La penso esattamente come te! Ahahahah bella questa "per un taglietto sviene tutta la famiglia" ma è la sacrosanta verità ahahahah!

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