giovedì 17 ottobre 2013

Bambini e disabilità: io non ci sto!


L’altra mattina zippando con il telecomando mi sono soffermata un attimo su Forum condotto da Barbara Palombelli: stavano trattando la storia di un medico che si era fidanzato con una donna disabile e il padre era totalmente contrario. Durante il dibattito il padre del medico se ne è uscito con una frase indirizzata alla fidanzata del figlio “fa paura ai bambini” e al sentire quella frase le budella mi si sono attorcigliate dalla rabbia, tanto da cambiare canale.
Girando per il web leggo articoli dove bisogna "preparare i nostri bambini" alla disabilità perché si "impressionano"....mah!

E’ di poco più meno di un mese fa la notizia di quei genitori che a Napoli hanno ritirato i loro figli da scuola perché avevano in classe un bambino autistico.

Allora qui, su questo argomento, ci sono da dire un paio di paroline perché io non ci sto, non ci sto proprio!


Intanto mi piacerebbe sapere chi decide cos’è la normalità perché per me tutto ciò che fa parte della vita è normalità, perciò persone sane, malate, nere, bianche, gay, etero, bisex e tutto ciò che ci volete aggiungere perché della vita fanno parte tutti e tutto.  

In secondo luogo mi piacerebbe tanto sapere: perché dobbiamo insegnare ai bambini la disabilità? La disabilità la incontriamo tutti i giorni, la viviamo e per i bambini è la quotidianità, la normalità… forse dovremmo insegnare ai nostri figli che ci sono persone fortunate e persone meno fortunate, bambini che hanno la cameretta e bambini che non hanno nemmeno l’acqua, bambini sani e bambini malati, bambini gialli, rossi, bianchi e neri ma che alla fine sono  sempre e tutti bambini come i nostri figli. 

I nostri figli queste cose le sanno, vivono ogni giorno in classi multietniche e non si fanno molti problemi, un bambino per loro è uguale ad un altro, perché a tutti piace giocare e sognare.
Mio figlio ha in classe una bimba siriana e da quando c'è lei vuole tornare con lo scuolabus perché lei prende tutti i giorni il pullman, Non gliene frega niente se è straniera, se non parla bene italiano, per lui è una bambina di un anno più piccola, da proteggere, a cui non far fare il viaggio di ritorno a casa da sola sullo scuolabus. Ieri mi ha detto "mamma non voglio che mi vieni a prendere, voglio prendere tutti i giorni il pullman perché c'è Alessia, sai non parla bene italiano ma io l'ascolto". Imparate genitori intolleranti, imparate dai vostri figli che in fatto di uguaglianza hanno qualcosa da insegnarvi.

Perciò non c’è nulla a cui dobbiamo prepararli, perché non sono i nostri figli che fanno differenze: sono i genitori che glieli inculcano le differenze, sono i genitori che si fanno un sacco di paranoie idiote, sono i genitori che si impressioniamo perché mentalmente impreparati, i genitori che ritirano i figli da scuola… i bambini non chiedono nient’altro che stare insieme ad altri bambini e giocare. 

Basta! Basta crescere figli intolleranti, razzisti, che non hanno nemmeno un po’ di rispetto per l’altro, basta davvero…. Facciamo fare ai bambini semplicemente i bambini,  perché loro sono più altruisti e tolleranti degli adulti senza nemmeno porsi il problema. 

I bambini si impressionano di più a vedere scene di violenza, in casa, per strada o in televisione piuttosto che incontrare per strada una persona in carrozzina, o senza un braccio, o che parla e si muove male. 

Si può nascere sanissimi e diventare disabili nel corso della vita, per un incidente, per una malattia grave, per qualcosa di non previsto; così come si può nascere già con problemi ma la cosa non cambia. 

Dobbiamo crescere figli consapevoli che la normalità è tutto ciò che fa parte della vita, che i “diversamente abili” sono quei genitori che non tollerano chi non è come loro, perché sono diversamente abili a vivere, per loro ci vorrebbe un mondo su misura.  

Crescerli perché quando saranno grandi chiedano una scuola che sia davvero per tutti, perché il compagno di banco che hanno adesso gli dia la spinta per combattere le ingiustizie quando saranno adulti. Crescerli perché adesso possano essere sempre dalla parte del più debole, aiutare il compagno in difficoltà.

A quei genitori invece così ignoranti da guardare gli altri dall’alto in basso, a quei genitori che si impressionano,  ricordo che anche loro invecchieranno e magari invecchieranno bene magari, però, avranno problemi di incontinenza, di movimento, di parola e chi più ne ha più ne metta ma anche loro in quel momento avranno bisogno di sostegno e allora forse è meglio che anche loro la smettano e si mettano a combattere perché tutti ma proprio tutti abbiano gli stessi diritti!

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