mercoledì 15 febbraio 2017

"Andrea non ha più paura" scritto da Lorenza Farina e illustrato da Manuela Simoncelli



In una società in cui la figura paterna sembra sfuggente, in cui ci sono tantissimi genitori separati o divorziati, in cui il padre spesso non è vissuto nella quotidianità, in cui i bambini soffrono la mancanza paterna ecco che arriva il nuovo libro scritto da Lorenza Farina. 

La storia che Lorenza racconta è quella di Andrea, un bambino a cui manca la figura paterna. Il papà di Andrea è via da molti mesi, non sappiamo se è via per lavoro, se è in guerra, se è un periodo di separazione tra i due genitori, fin dall'inizio percepiamo che questo padre deve tornare perché il cancello è sempre aperto, in attesa che il padre lo varchi.

Andrea e la madre aspettano il suo ritorno, in una casa troppo grande per loro, in mezzo agli ulivi.

Quando scende la notte il bambino è più vulnerabile, ha paura del buio, tutte le sue paure, al buio, prendono forma e vita, così Andrea si nasconde sotto il letto. 



E' un bambino coraggioso il piccolo Andrea, vuole farcela da solo, non vuole svegliare la mamma anche questa notte, così cerca di addormentarsi da solo, pur avendo paura. Conta le pecore, cerca di non ascoltare tutti i rumori notturni, ripassa le tabelline. Niente! Il sonno non arriva.

Mentre il bambino, stanchissimo, sembra essere lì lì per addormentarsi ecco un nuovo rumore, Andrea terrorizzato spalanca la finestra e trova Nonno Ulivo che tende i suoi rami verso di lui.

Nonno Ulivo, ha la voce di suo papà "Non devi aver paura" , Andrea si tranquillizza, appoggia la testa sul tronco e cerca di dormire. 

L'albero rassicura Andrea per tutta la notte, è un dialogo tra Nonno Ulivo e Andrea che va avanti tutta la notte, ad ogni rumore l'albero cerca di rasserenare il bambino e con i suoi forti rami lo abbraccia finché Andrea, finalmente, all'alba si addormenta.



In questo meraviglioso albo illustrato l'ulivo di Lorenza Farina ha la forza, la sicurezza, che ha ogni padre, è questo che il piccolo Andrea percepisce, è Nonno Ulivo che sopperisce alla mancanza della figura paterna. E' lui che gli parla, gli tiene compagnia, lo rassicura, lo protegge. 

L'albero, attaccato alla terra con le sue lunghe radici, ci riporta alla figura salda e stabile del padre, alle nostre radici, a quel senso di stabilità che ogni papà dovrebbe trasmettere ai propri figli.

Il lettore vive le paure di Andrea, si spaventa e si tranquillizza con lui, percepisce il dolore del piccolo Andrea mentre aspetta il suo papà, spera con lui  e per lui, si commuove, finché il bambino si sveglia, un cancello si apre e dei passi percorrono il vialetto.

Manuela Simoncelli trasforma in immagini la bellissima storia poetica scritta da Lorenza Farina ed insieme, autrice e illustratrice, creano un albo stupendo, potente, un albo che ti entra nel cuore, nell'anima. 

Lorenza Farina, in ogni suo libro, riesce con grande maestria a raccontare di ogni argomento con una poesia travolgente, dolce ma anche prorompente, una poesia che trasporta il lettore tra le pagine del libro.

Un albo che ridona alla figura paterna quel senso di sicurezza, di potenza, di invincibilità che ogni bambino vede in suo padre ma che dall'altra parte ci mostra anche la fragilità dei bambini quando una figura tanto importante per la loro crescita viene a mancare, anche se per poco.

Adatto per i bambini a partire dai 5 anni, adatto per un meraviglioso regalo ad ogni papà, adatto per sognare insieme, padre e figlio, e per far sentire amati e al sicuro i nostri bambini.

Potete trovare "Andrea non ha più paura", scritto da Lorenza Farina, illustrato da Manuela Simoncelli e pubblicato da Edizioni Paoline in tutte le migliori librerie oppure cliccando sull'immagine qui sotto



Buona lettura a tutti!















venerdì 3 febbraio 2017

BimbIntervista a Mirco Maselli: l'autore si fa conoscere meglio dai bambini


Ho sempre ritenuto doveroso far conoscere ai bambini gli autori e gli illustratori che hanno lavorato ai libri che leggiamo, ho sempre l'abitudine di chiamarli per nome e di cercare delle curiosità "bambinesche" che possano farli sentire più vicini ai piccoli lettori.

Quando un'intera classe seconda della scuola primaria ha scelto il nome di Librotropoliss lo ha fatto ispirandosi all'immagine che Mirco Maselli aveva creato per l'occasione, così è stata preparata questa intervista in cui, con la carineria che contraddistingue questo autore, Mirco Maselli si fa conoscere meglio dai suoi piccoli fans.

L'intervista è stata letta in classe a Dicembre 2016, successivamente i bambini della classe che frequentano Librotropoliss si sono letteralmente innamorati del piccolo Hogard, personaggio nato dalla penna di Mirco Maselli, e del suo autore.


BimbIntervista a Mirco Maselli


Buongiorno bambini,

oggi vi presento questo signore qui



Lo conoscete?
Noooooo?
Beh questo signore qui è un mio amico e  si chiama Mirco, Mirco Maselli. Il disegno che vi ha mostrato la maestra Chiara per  Librotropoliss lo ha fatto lui.
In realtà lo so, sembra un adulto vero?
In effetti ha le sembianze dell’adulto ma in realtà ha la vostra età perché nasconde un cuore da bambino. Perciò non fatevi mai ingannare dalle apparenze!
Appena la maestra Chiara mi ha fatto avere la vostra bellissima filastrocca l’ho fatta avere anche a Mirco e visto che abita lontano gli ho fatto qualche domanda per farvelo conoscere meglio:


Ciao Mirco, oggi siamo in 2C con i bambini che hanno inventato il nome dell’iniziativa e che, per l’occasione, hanno creato la bellissima filastrocca che hai letto.  Tu in seconda elementare com eri? Eri bravo a scuola o non ti piaceva molto?
Ciao Giorgia, buongiorno Maestre e ciao a tutti i bambini!
Com'ero proprio in seconda elementare non me lo ricordo benissimo. Mi ricordo un po' in generale tutto il periodo delle scuole Elementari. Ero molto attivo e giocherellone, come in tutte le altre scuole che ho frequentato del resto. Compresa l'Università. Avete presente quelli che fanno sempre le battutine, con tutti, compresi gli insegnanti. Però studiavo eh? Non ero certamente tra i migliori ma avevo una buona media. Ma c'era una materia in cui andavo meglio degli altri e infatti la Maestra mi premiava sempre... Indovinate qual'è? :-)  il disegno, proprio così! E' una mia dote naturale da sempre. Forse perché i miei genitori mi hanno sempre lasciato libero di leggere i fumetti. Pensate che già alle Elementari disegnavo storielle di Paperino, che la Maestra poi donava al Direttore della Scuola!


Sapevi già disegnare così bene o hai imparato con il tempo? Come deve fare un bambino per imparare a disegnare bene?
Accidempoli ti ho anticipato la domanda... e Vabbè! Comunque mi resta da rispondere alla seconda. Cosa deve fare un bambino per imparare a disegnare? Semplice, disegnare disegnare e disegnare.... ah poi anche un'altra cosa ovviamente: disegnare ancora!!!! :-D


Quando hai capito che “da grande” avresti  fatto l’illustratore? E’ un bel lavoro? Si guadagna tanto? Che scuole bisogna fare per diventare illustratori?
L'ho capito fin da piccolo, perché i fumetti mi piacevano davvero tanto e stavo sempre lì a provare provare e provare ad inventare storielline e personaggi. Anche poi al Liceo Artistico scelsi di andare proprio con questo scopo: diventare un fumettista! Il Liceo artistico non è una scuola specifica per questo tipo di arte, ma i professori conoscevano la mia passione e, proprio come i miei genitori da piccolo, mi lasciavano molta libertà di espressione. Quindi disegnavo molti fumetti anche al Liceo. Non c'erano insegnanti per quel tipo di materia, quindi imparavo da solo, copiando e interpretando i fumetti più celebri: primo fra tutti Asterix che mi piace tantissimo. Poi anche Cattivik, Lupo Alberto, Nick Carter e le Sturmtruppen. Ma inventavo anche personaggi miei eh?
Oggi ci sono anche molte scuole professionali in quasi tutte le città, con corsi specifici per illustratori, fumettisti ecc. Un anno ci ho insegnato pure io pensate!
All'ultimo anno di Liceo mi innamorai però anche di altre materie, in particolare la Storia e la Filosofia. E quindi andai all'Università a studiarle, dimenticando per un un po' la mia passione per i fumetti. Ma durante l'Università ricominciai per gioco a fare vignette e fumetti nei giornalini studenteschi. Così piano piano mi ritornò la passione, abbinandola però alle materie che stavo studiando. Infatti le mie storie cominciavano ad essere più impegnative. Non erano più fatte solo per puro divertimento insomma. Finché nel 1989 decisi di partecipare ad un concorso nazionale di fumetti e vinsi il secondo premio. Lo presi come un segno e fu l'inizio del mio lavoro: due anni dopo fui chiamato proprio da Silver, l'autore di Lupo Alberto che tanto amavo, a lavorare per lui e i suoi giornalini. Un lavoro che è durato vent'anni. In quell'epoca si che guadagnavo benino. Oggi molto meno purtroppo, perché nel nostro paese si vendono ancora troppo pochi libri e quindi non c'è molto lavoro per tutti.


Hai disegnato fumetti per tanti anni, ce ne parli un po’? Quali fumetti hai disegnato? Perché ora sei passato ai libri per bambini? Non ti piacciono più i fumetti?
Per Silver ho creato le storie di Cattivik, Lupo Alberto e le Sturmtruppen, ne ho fatte più di duecento. Poi ho disegnato altre cose mie, soprattutto vignette e illustrazioni per altri giornali. Per esempio per il Messaggero dei ragazzi della mia città, Padova, che era un giornale molto famoso, con il quale collaborarono tanti famosi autori di fumetti, anche stranieri.
Purtroppo con la crisi economica il mio lavoro con Silver andò in crisi e io dovetti cercare altre soluzioni per lavorare. Così circa quattro anni fa sono diventato autore di libri illustrati. Ho pubblicato finora 4 libri come autore sia dei testi che delle illustrazioni. E in alcuni altri libri ho partecipato come disegnatore. I fumetti non li faccio più da allora. Ma mi sta tornando la voglia di farli. Solo che ora quelli che piace fare a me non si chiamano più semplicemente fumetti, e non escono più in edicola in giornali mensili. Sono una cosa che è più simile ai libri: romanzi illustrati che si chiamano Graphic Novel. Ecco, proprio ora sto cercando di fare e pubblicare la mia prima Graphic Novel come autore. Spero che funzioni. Fatemi gli auguri!


E’ vero che per disegnare ti sei ispirato a Quentin Blake? Chi è Quentin? Ti piace davvero tanto? Perché?
Quando stavo cominciando a rendermi conto che il mio lavoro nei fumetti sarebbe terminato prima o poi, cominciai a guardare il settore dei libri illustrati e scoprii alcuni autori che mi piacevano più di altri. Uno di questi era appunto Quentin Blake, che tra le altre cose era anche il disegnatore dei famosissimi libri di Roald Dahl, lo scrittore da me preferito, perché è sempre dalla parte dei  bambini, come me!
Il modo di disegnare di Blake mi piace tantissimo, mi dava un senso di libertà e di scioltezza nella grafica, che con i fumetti non avevo avuto. Il disegno dei fumetti è molto più tecnico e stancante. Io cercavo invece un modo di esprimermi più libero e quindi anche più mio. Quentin è stato il maestro e l'ispiratore della mia personale rivoluzione grafica, che dura tutt'ora. Lo consiglio a tutti: in particolare consiglio il suo manuale di disegno, perché davvero libera la creatività che molti di noi tengono chiusa dentro, un po' per paura, un po' per vergogna di esprimersi. Lui insegna ad essere liberi quando si disegna, perché solo così esprimeremo davvero noi stessi! Ed è vero, provate! Per me è stato così, ve lo giuro: io sono davvero felice quando disegno! Ora più di prima! Grazie a Quentin!


Tu hai dei bambini? Che età hanno i tuoi bambini? Gli piacciono i tuoi libri? Oltre  ai tuoi che altri libri leggono?
Ho due figli stupendi, Francesco che oggi è un ragazzo di 15 anni e studia lingue, e Alessia, una stupenda fatina di dieci anni che ora è in quinta elementare, è molto brava in disegno e fa mille sport, oltre che la scout! Alessia non legge moltissimo, ma in compenso disegna molto e a volte scrive anche storielline. Francesco invece è un avido lettore, persino in lingua inglese. Gli piacciono soprattutto i libri e i giochi fantasy e conosce praticamente a memoria Tolkien. Infatti quando facciamo delle passeggiate io e lui, mi faccio raccontare dei dettagli che non conosco e che mi servono per ispirarmi nelle mie storie.
I miei figli sono la mia vita. Li amo da morire e devo a loro la riscoperta di come ero io e cosa volevo da piccolo. Per questo ho deciso di fare l'autore solo di libri per bambini!


Ora bambini dobbiamo salutare Mirco, perché lo vedo già lì pronto a disegnare:  Ciao Mirco e a presto!
Ciao Carissimi Bambini! Prima o poi vengo a trovarvi, a parlarvi di fiabe (non ve l'ho detto, ma l'altra mia vera passione è proprio inventare nuove lunghe fiabe, oltre che disegnarle ovviamente) e farvi disegnare draghi e folletti, promesso!!


Insieme a questa intervista fatta all’amico Mirco, per il grande aiuto che avete dato a LIBROTROPOLISS vi ho portato i quattro libri scritti e disegnati da Mirco Maselli:
  • -          Hogard faccia di drago
  • -          Hogard ali di drago
  • -          Storia dell’immondizia. Dagli avanzi di mammut alla plastica riciclabile
  • -          C’era un’altra volta. La seconda vita dei rifiuti


E due libri di Quentin Blake
  • -          Il libro delle storie di Quentin Blake
  • -          Disegnare. Corso  per geniali incompetenti incompresi.


Quando volete veniteci a trovare a Librotropoliss , vi aspettiamo!
  

mercoledì 1 febbraio 2017

Tre libri sulle principesse da leggere a maschi e femmine!



Un martedì a Librotropoliss mi sono trovata da una parte le bambine che mi chiedevano dei libri sulle principesse, dall'altra ovviamente i bambini ne sono rimasti subito disgustati: "le principesse? Ma le principesse sono da femmine. Bleah!"

Devo dire che non avevano tutti i torti. Insomma queste principesse tutte rosa, con vestiti improbabili e principi a cavallo che le baciano per salvarle diciamo la verità sono davvero un po' noiose. Devo dire che pur essendo femmina non le ho mai amate neanch'io.

Così per scongiurare una piccola rivolta libresca ho risposto che le "mie" principesse erano moderne e non c'entravano nulla con le principesse tutte mielose a cui erano abituati loro. Così il martedì successivo mi sono presentata ai bambini con tre principesse davvero strepitose e per niente noiose.






Le principesse fanno le puzzette - scritto da Illan Brenman e illustrato da Ionit Zilberman, pubblicato da Gallucci Editore

Chi lo dice che le principesse sono sempre tutte composte e perfettine?  E se anche le principesse facessero le puzzette? Beh il libro inizia con una bambina, Laura, che fa proprio questa domanda al padre "Papà, ma le principesse le fanno, le puzzette?". Il padre di Laura tira fuori "Il libro segreto delle principesse" ed ecco che Laura ascolta la storia di Cenerentola, Biancaneve e la Sirenetta. 



Tre storie che voi sicuramente non conoscete perché solo chi riesce a leggere "Il libro segreto delle principesse" può conoscere la vera storia di queste tre bellissime principesse. Per sapere se le principesse fanno le puzzette non vi resta altro da fare che leggere il libro.







La principessa salvata dai libri - scritto da Wendy Meddour e illustrato da Rebecca Ashdown Petrie, pubblicato da Lo Stampatello.

La principessa protagonista di questo bellissimo albo illustrato è Rapunzel. No, questa Rapunzel non butta i suoi capelli giù da una torre, il principe non è azzurro e non arriva a cavallo ma ha i capelli lunghi, i pantaloni di pelle e arriva in motorino. Rapunzel è triste ed annoiata ma non viene salvata dal principe, non lo sposa e non sta a casa a fare la casalinga e la mamma. 



No, la nostra Rapunzel si "salva" perché trova un bellissimo lavoro in biblioteca che la rende un principessa felice e indipendente. Raccolse i suoi lunghi capelli in uno chignon e iniziò a leggere, a leggere. Rapunzel sa parlare sei lingue, sa costruire un ponte, giocare a mosca cieca e tutto l'ha imparato dai libri della biblioteca. 







Biancaneve e i 77 nani - di  Davide Calì e  Raphaëlle Barbanègre, pubblicato da EDT Giralangolo.

Beh sì dal titolo avrete già capito di che principessa si parla in questo libro. Ricordate la storia di Biancaneve? Ricordate i 7 nani? Quando lei li aiutava tutta bella sorridente? Cantava mentre puliva casa, ricordate? Il principe che la risveglia con un bacio? Ve la ricordate la storia? OK dimenticate tutto! Intanto la nostra Biancaneve non incontra 7 nani ma ben 77, i nomi dei 77 nani non li imparerete mai perciò non provateci nemmeno era già difficile saperne 7, ricordarne 77 è abbastanza improbabile! 



Biancaneve non è bella sorridente, non canta mentre pulisce casa perché stare dietro a 77 nani è un lavoro senza sosta.  La nostra Biancaneve ha 77 colazioni da preparare, 77 fagotti per mandare i 77 nani al lavoro, il tempo di sistemare un po' i piatti della colazione ed ecco che è già ora di preparare 77 piatti per la cena. Insomma 77 nani sono davvero impegnativi perciò ecco che un giorno Biancaneve decise di tornare nel bosco, di lasciare la casa dei nani. Incontrò la strega che le offrì due mele avvelenate e da allora Biancaneve sta dormendo e non vuole essere svegliata da nessun principe!



Tre meravigliosi albi illustrati che hanno raccolto il favore di maschi e femmine, tutti i bambini si sono divertiti e hanno discusso tra loro per la perfidia di questi 77 nani perché "Insomma poverina non era mica la loro schiava".

I bambini hanno avuto modo di conoscere delle principesse moderne, che lavorano, che non aspettano il principe azzurro, che non ci pensano proprio, quando sono stanche, a farsi svegliare dal principe e che non sono poi così tanto perfettine.

Le bambine si sono ritrovate in queste principesse un po' più simili alle donne che conoscono e alle donne che diventeranno. Queste principesse che sì aiutano in casa ma che nella vita fanno anche altro e si sentono felici e soddisfatte.

Si parla spesso della violenza sulle donne, di femminicidio, dedichiamo giornate, post, articoli, libri a questo argomento e purtroppo non siamo ancora  in grado di toglierci di dosso quel ridicolo tabù in cui sono solo le bambine ad aver bisogno di principesse, in cui la donna viene sempre raccontata, fin dall'infanzia, fin dai libri,  come quella che aspetta il principe azzurro, che si dedica anima e corpo solo alla casa e alla famiglia. 

Principesse per maschi e femmine dunque, perché in fondo...chi lo dice che non si possono leggere libri di principesse anche ai maschi?





Buone letture a tutti!